Il rumore
inconfondibile della macchina azzurra con la targa vecchia che arriva e
parcheggia vicino all’ingresso della scuola; la figura in piedi davanti ai
collaboratori scolastici; la camminata pacata e misurata nel corridoio; la
battuta sempre pronta a sdrammatizzare; l’espressione attenta davanti allo
schermo del computer, con lo sguardo fisso e diviso, tra l’immagine filtrata
dalle lenti e quella della realtà; la voce calma e controllata, schermata dalla
porta della Presidenza.
Marco si ricorda
più con le immagini che con le parole.
Una presenza
semplice e discreta tra le mura dell’ufficio, tra le classi della scuola, tra i
banchi a semicerchio nei consigli di classe, dietro alla sua scrivania, tra le
sue mura domestiche e le tante attività.
Una figura quasi
invisibile eppure, direttamente o indirettamente, sempre presente nel nostro
lavoro, nei suggerimenti, nei consigli, nelle decisioni, nei documenti da
compilare redatti con grande cura, nell’intento di migliorarne la funzionalità
e l’efficienza.
Generoso e
infaticabile, professionale e dedito al lavoro, Marco è stato un sostegno
prezioso per tutti noi, per il dirigente, gli impiegati, i docenti, suoi
colleghi e amici.
La sua bontà
d’animo, la sua inestinguibile intraprendenza, la sua esuberante iniziativa, la
sua voglia di scherzare, di relativizzare, di affrontare le difficoltà in modo
sereno e scevro da allarmismi hanno fatto riflettere tutti noi e ci hanno
spesso indotto alla messa in discussione del nostro stile di vita.
Un uomo
semplice, premuroso e gentile con tutti. Pronto ad aiutare e a mediare.
Madre Teresa
diceva che le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è
eterna.
Ti cercheremo sempre in quella eco, Marco. E siamo certi che tu, nella
tua solita invisibilità, ci sarai.